15 ottobre, blitz Ministero “Atene non è lontana!” e azioni in tutta Italia

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Con un blitz notturno al Ministero dell’Istruzione di Viale Trastevere, gli studenti e le studentesse di Link Roma hanno dato il via alla giornata di mobilitazione nazionale in difesa dell’università pubblica e di solidarietà con quanto avvenuto recentemente in Grecia, dove ben 8 atenei hanno annunciato la loro chiusura per mancanza di finanziamenti.

Atene non è lontana!” è lo slogan utilizzato dal Link Coordinamento Universitario per denunciare lo stato di crisi dell’università in Italia in seguito al definanziamento iniziato con la L.133/2008, che ha portato a una riduzione dell’offerta formativa, dei servizi, del personale e delle borse di studio, con un conseguente peggioramento della qualità della didattica e un’incapacità della maggior parte degli atenei di far fronte alle esigenze reali degli studenti.
Oggi ci mobiliteremo all’interno dei nostri atenei per denunciare le enormi difficoltà in cui versa l’università pubblica nel nostro Paese e per chiedere un’inversione immediata della direzione verso cui si sta andando.
“Il Decreto sulla Programmazione del Miur firmato dal Ministro Carrozza dimostra che quello che è successo in Grecia non è troppo lontano da quello che rischia di accadere anche in Italia. A partire dal 2007 il totale dei corsi di laurea chiusi è del 27% e le politiche messe in campo dal Ministero fanno presagire che ancora altri verranno eliminati nei prossimi anni”.
In tutta Italia oggi sono previste azioni negli atenei, con la chiusura simbolica delle sedi universitarie e l‘interruzione delle lezioni per chiedere ai docenti e al resto della comunità accademica di aprire un confronto sul tema dei finanziamenti e dello stato dell’università.
Abbiamo scelto la data del 15 ottobre perchè oggi verrà presentata all’Europa la nostra legge di stabilità. Sono state proprio le politiche di austerità imposte alla Grecia a provocarne il collasso del sistema pubblico di formazione, di cui la chiusura dell’ateneo di Atene rappresenta il più drammatico risultato.
L’abbiamo detto a migliaia nelle piazze negli ultimi anni e continuiamo a ripeterlo: la crisi non può essere la scusa con cui si taglia sull’istruzione e sulla ricerca. Chiediamo l’immediato rifinanziamento dell’università pubblica, così come del fondo statale per le borse di studio e l’attivazione immediata di politiche che incentivino il proseguimento degli studi dopo il diploma. Negli ultimi anni l’Italia ha perso più di 58.000 studenti universitari e ancora oggi siamo fra i Paesi in Europa con il più basso numero di laureati. Non investire in istruzione in un momento di crisi è un atto suicida che non possiamo permetterci di continuare a tollerare, è in gioco il futuro del nostro Paese, oltre che di una parte consistente della nostra generazione.
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